17Novembre2019

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Comunità.Vb, l'asta per la ex casa della gomma è nulla

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VERBANIA - La vendita della ex casa della gomma potrebbe essere nulla. Lo dice Comunità.VB,

il gruppo guidato in consiglio da Marco Parachini che per primo s'è battuto contro l'alienazione dell'immobile. Per un "involontario" intervento del sindaco, l'asta che nei giorni scorsi ha attribuito l'immobile a un privato potrebbe essere risultata falsata dalle dichiarazioni di Marchionini, un male che finisce per avere, dal punto di vista di coloro che vogliono preservare le vecchie carceri del Pretorio, un risvolto positivo ma "scoraggiante", secondo quanto scrive Comunità.VB nella sua lettera aperta.    

Mentre il Pd e la maggioranza s’avvitano sulla sorte delle prigioni dell’ex Pretorio e utilizzano questo “incidente” – per non farlo su temi amministrativi più seri e gravi – come espediente per tentare di regolare i conti con la sindaca, vorremmo riportare l’attenzione sul tema, almeno per noi, principale: l’ex Pretorio. Da mesi lottiamo strenuamente per evitare la vendita del piano terra dell’edificio perché fermamente convinti di a) l’inutilità economica dell’operazione, b) l’utilità di conservarlo per un restauro funzionale a usi cultural-turistici-istituzionali di tutto l’ex Pretorio.

Siamo però purtroppo arrivati a un punto morto. Nessuno ha fermato l’asta per la vendita e, con una regolare offerta, due privati si sono provvisoriamente aggiudicati l’immobile. In linea teorica non ci sarebbe nulla da fare, perché le norme su aste e vendite pubbliche sono chiare e favorevoli agli offerenti.

Per fortuna nostra, intesa come fortuna di chi non s’arrende a questa vendita scellerata, ci è venuta incontro la sindaca in persona. Inconsapevolmente (perché se l’avesse fatto consapevolmente sarebbe gravissimo, per non dire di più) il suo goffo intervento del 4 gennaio, quello nel quale annunciava che avrebbe assegnato i locali al Museo per quattro mesi, sospeso l’apertura delle buste e avviato un percorso progettuale di condivisione, ha creato gravi effetti sulla procedura di gara, che potremmo definire turbata.

Avendo fornito pubblicamente tramite stampa, con un comunicato diffuso dal suo portavoce, "false comunicazioni al mercato", la sindaca ha influito sulle offerte. Mettiamoci nei panni di un agente immobiliare, di un negoziante che vuole aprire al più presto un’attività a Intra, di un potenziale investitore che vuole mettere al sicuro il suo denaro nel mattone. Leggere che una vendita forse si farà, ma che la consegna avverrà solo e sempre forse tra quattro mesi e non è nemmeno certo, è quantomeno “scoraggiante”.

Un articolo di un Codice dell’ordinamento italiano recita che “Chiunque, con violenza o minaccia, o con doni, promesse, collusioni o altri mezzi fraudolenti, impedisce o turba la gara nei pubblici incanti o nelle licitazioni private per conto di pubbliche amministrazioni, ovvero ne allontana gli offerenti, è punito…”. Ci pare che quel “ovvero ne allontana gli offerenti” sia calzante. Ancorché inteso con buona fede, cioè considerando che nessuno avrebbe potuto sapere che, nonostante le promesse, la sindaca avrebbe fatto il contrario rispetto a quanto dichiarato, riteniamo che questo sia un motivo sufficiente per dichiarare la gara non valida.

Questo ragionamento lo rivolgiamo, sotto forma di lettera aperta perché ci sia trasparenza e si chiarisca la nostra buona volontà, al Dirigente del Settore Patrimonio che dovrà necessariamente rendere definitiva quella aggiudicazione provvisoria. Se condividesse questi nostri ragionamenti e si convincesse che l’intervento turbativo della sindaca ha effettivamente influito sulla gara pubblica, potrebbe agire motu proprio ottenendo anche l’apprezzabile risultato di togliere le castagne dal fuoco alla sindaca e alla sua maggioranza, oggi impegnati nell’affannosa ricerca d’una via d’uscita al vicolo cieco in cui si sono con insipienza cacciati.

Detto ciò, non ci siamo assolutamente dimenticati dei passaggi che hanno portato a questa situazione, in particolare delle bugie che ci sono state propinate. Di queste avremo sicuramente – e a brevissimo – tempo di occuparcene insieme agli altri colleghi del Consiglio Comunale. La nostra priorità adesso è evitare che l’ex Pretorio sia venduto, che è il vero problema al netto dell’arroganza e delle bugie della sindaca e dell’orgoglio ferito del Pd. Noi ci siamo sempre e solo battuti per questo.

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