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Belgirate intitola la sala polifunzionale al filosofo Pietro Prini

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BELGIRATE - “Quello che io vorrei lasciare, in cui mi piacerebbe confidare, è l’eredità degli affetti.

Ma anche l’eredità delle idee, delle chiarificazioni, di quel contributo che posso aver dato nell’impostare certi problemi centrali dell’esistenza. Questo io vorrei che si conservasse di me”. Così Pietro Prini, in un’intervista a Rai Radio 2 del 12 maggio 1991, un piccolo testamento morale che Belgirate, dove nacque nel 1915, ha voluto cogliere e tramandare intitolando al filosofo, considerato tra i maggiori studiosi del pensiero di Antonio Rosmini, la nuova sala polifunzionale di via IV novembre. la cerimonia si terrà domenica 22 maggio alle 17, nel corso della cerimonia condotta da Vittorio Grassi verranno presentati un breve  filmato sulla vita di Prini, il libro postumo di Pietro Prini “Ventisei secoli nel mondo dei filolosofi ” (Salvatore Sciascia editore, Caltanissetta-Roma, 2015); la monografia “Pietro Prini” di Walter Minella (Lateran University Press, Roma 2016).

Pietro Prini nasce a Belgirate nel 1915.
Dopo la maturità classica, arriva a Pavia nel 1937 grazie a un concorso che gli assegna un posto gratuito all'Almo Collegio Borromeo. Compie i suoi studi universitari presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Pavia, conseguendo nel 1941 la laurea in Filosofia con una tesi su Il problema dell'essere e delle categorie nella Teosofia di Antonio Rosmini, elaborata sotto la guida di Michele Federico Sciacca.
Trascorre a Pavia gli ultimi due anni di guerra ricoverato presso l'ospedale militare ricavato nello stesso Almo Collegio Borromeo. La degenza cui è costretto gli consente tuttavia sia di accedere alla biblioteca interna, sia di mantenere una fitta rete di collaborazione con la Resistenza, divulgando pericolosi appelli clandestini, come l'invito ai cattedratici dell'università perché non giurassero fedeltà alla Repubblica di Salò, o inviando partite di coperte, materiali sanitari e medicinali ai partigiani dell'Oltrepo e delle colline del Verbano.
Dopo la guerra insegna al Liceo Classico D'Oria ed al Liceo scientifico Gaslini di Genova.
Nel 1950, grazie a una borsa di studio del Ministero degli Esteri, trascorre a Parigi nove mesi, durante i quali entra in contatto con Jean Wahl, René Le Senne, Louis Lavelle e, soprattutto, Gabriel Marcel. Da questa esperienza nasce un ampio saggio, Gabriel Marcel e la metodologia dell'inverificabile, apparso nel 1950 con una prefazione dello stesso Marcel. Il filosofo francese riteneva che l'opera dedicatagli da Prini contenesse le pagine che più profondamente erano penetrate nel suo pensiero. Il testo è ancora oggi un punto di riferimento per lo studio di Marcel.
Dopo aver conseguito la libera docenza in Filosofia Teoretica nel 1951, diviene Incaricato di Storia della Filosofia Antica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Genova dal 1953 al 1959. Dal 1953 al 1961 riveste un incarico di Filosofia Morale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Perugia. Nella medesima Università di Perugia assume la cattedra di Filosofia Teoretica nel 1961.
Nel 1964 viene chiamato a Roma come professore ordinario a coprire la cattedra di Storia della Filosofia nella Facoltà di Magistero dell'Università La Sapienza, carica mantenuta sino al 1985 e per la quale è stato docente emerito.
In quegli anni si inseguono prestigiosi incarichi nazionali e internazionali ma rimane legato alla sua terra d'origine,dove promuove importanti iniziative culturali, in particolare studi e convegni sul Manzoni e il Rosmini.
Nel 1982 istituisce il "Premio Internazionale di Poesia Guido Gozzano", svoltosi in Belgirate sino alla venticinquesima edizione, da lui presieduto, fonte di richiamo di personalità di spicco della cultura italiana, cui si è affiancato dal 1991 il concorso giornalistico "Giuseppe Mugnai".
Dal 1994 al 1997 entra a far parte della "Consulta Qualità" della Rai TV, presieduta dall'amico Jader Jacobelli.
Pietro Prini trascorre gli ultimi cinque anni di vita accanto alla famiglia a Pavia, dove si spegne il 28 dicembre 2008. E' sepolto nella tomba di famiglia a Belgirate.

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