13Dicembre2018

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Droni, robot e stampanti 3D, le sorprese del VCO

droni

OMEGNA - Con la partecipazione di circa 50 persone tra studenti, insegnanti, imprenditori, artigiani e professionisti, esponenti delle associazioni, si è tenuto giovedì 26 maggio scorso presso il Forum di Omegna

il secondo degli incontri digitali promossi da Confartigianato Imprese Piemonte Orientale e Fondazione MAIO. Come il precedente sul tema della fabbricazione digitale e il conclusivo sulle frontiere dell’Internet delle cose e degli spazi, questo appuntamento è stato dedicato all’innovazione che, sul territorio, è portata avanti anche grazie alle nuove tecnologie. Questo secondo incontro è stato moderato dal giornalista pubblicista Samuel Piana, che da tempo si interessa ai temi trattati dal ciclo di incontri digitali.
La serata sì è sviluppata in due momenti. La prima parte ha dato spazio a testimonianze di come sul nostro territorio il mondo dell’istruzione e della formazione - inteso in senso ampio, dalla scuola del primo ciclo alla formazione post-diploma, passando per l’istruzione professionale – ha risposto alle istanze promosse dal Piano Nazionale per la Scuola Digitale (PNSD), potenziando e sviluppando nuovi strumenti e modalità didattiche incentrate sulla proattività dello studente da un lato e allargando dall’altro l’offerta formativa, con l’obiettivo di formare e preparare tecnici e artigiani 2.0.
I lavori sono stati aperti dal Prof. Andrea Damiano di VCO Formazione che ha presentato il nuovo laboratorio che l’Agenzia sta allestendo presso la sede di Omegna, laboratorio che andrà a rafforzare l’offerta formativa per il 2016/2017 – anche grazie ad una stampante 3D per il cioccolato - e che permetterà  l’avvio di attività di prototipazione conto terzi per le imprese.
A seguire è intervenuta la Prof.ssa Milena Sartorisio dell’Istituto d’Istruzione Superiore L. Cobianchi di Verbania, che ha raccontato la lunga esperienza dell’Istituto nel collaborare con le Imprese anche grazie alla presenza di ben 26 diversi laboratori all’interno della scuola, tra cui il laboratorio dedicato alla fabbricazione digitale tramite stampa 3D e altri macchinari a controllo numerico, che offre opportunità di prototipazione conto terzi ad imprese e professionisti, nonché i laboratori di informatica e elettronica dove gli studenti possono sperimentare con la scheda di prototipazione rapida Arduino, l’automazione e la robotica. A questo proposito è stata ricordata la collaborazione dell’Istituto con l’associazione Elettra Robotics Lab,  che ha portato le classi dell’Istituto a vincere il primo premio al Mondiale Robocup Junior 2015 e del Youth Robot Education Olympiad con il progetto dei “robot ballerini”.
Durante il proprio intervento la Prof.ssa Sartorisio ha più volte sottolineato l’importante relazione e collaborazione in essere con Confartigianato sia per quanto concerne gli interventi nelle scuole, sia per la recente collaborazione con la fondazione Cobianchi che, grazie al contributo di Confartigianato e 60 imprese ha determinato l’acquisto di una innovativa macchina a controllo numerico che contribuirà a arricchire l’offerta formativa della scuola verso i ragazzi.
Il terzo intervento è stato curato dal Dott. Alberto Soressi, Dirigente dell’Istituto Comprensivo F. M. Beltrami di Omegna, il quale ha tenuto una importante e dettagliata relazione sull’evoluzione del mondo della scuola e l’importanza che può rappresentare il digitale per la diffusione del sapere, e il potenziamento della didattica nelle scuole del primo ciclo, che non hanno per vocazione la finalità di promuovere un sapere professionalizzante.
In particolare ci sono sembrati determinanti questi due passaggi del suo prezioso intervento, così come riportati da Antonella Camisasca sula testata online 3dprintingcreative.it:
«Le persone della mia generazione sono cresciute in una scuola in cui era fortemente presente un modello comportamentista, di tipo lineare, per intendersi: spiego, interrogo, attendo risposta che, se positiva, genera un premio, sotto forma di voto positivo.
L’arrivo di una lavagna interattiva, con la quale dopo pochissimo tempo i ragazzi o i bambini mostrano competenze molto probabilmente superiori a quelle di diversi docenti, spinge (direi anche costringe) a creare nuovi rapporti diventando la cornice teorica di nuovi modelli di apprendimento, improntati alla collaborazione, all’interazione e al confronto.
Le nuove tecnologie, le TIC, da semplici strumenti, si trasformano in vere e proprie tecnologie cooperative in grado di promuovere la condivisione del sapere

Il Dott. Soressi ha ricordato il recente progetto predisposto in collaborazione con Confartigianato per la realizzazione di un atelier creativo per la creatività e la manualità digitali all’interno del proprio Istituto.
«Siamo partiti – ha spiegato Soressi – dall’ipotesi di creare nel paese che ha dato i natali a Gianni Rodari, laboratori che, anche con l’ausilio di stampanti 3D, non fossero solo contenitori di tecnologia ma veri e propri luoghi di innovazione per scuole del primo ciclo, non tese alla professionalizzazione. Ne sono nati scenari didattici costruiti attorno a robotica ed elettronica educativa, logica e pensiero computazionale, artefatti manuali digitali che si inseriscono a pieno titolo nella scoperta e riscoperta del gioco come strumento didattico in cui la scuola omegnese è capofila di un progetto pilota nazionale.
Il gioco, quindi, non come momento premiale o di intervallo e pausa, ma come pilastro centrale dell’attività didattica. Attraverso i laboratori è possibile inventare nuovi giochi, riaggiornarne di vecchi, ma anche, con l'ausilio delle stampanti 3D, creare gli strumenti per poter giocare.
Concludendo, penso che l’arrivo degli strumenti informatici nella scuola non sia la panacea dei mali della scuola italiana, gli strumenti non sono efficaci, utili di per sé.
 Essi possono, però permettere la creazione di nuovi scenari di apprendimento, arricchendo l’insegnamento, rendendolo più vicino agli studenti e rendendolo più idoneo a intercettare il grande flusso di informazioni che caratterizza la comunicazione odierna.
Si tratta di una sfida: possiamo accoglierla o alzare il ponte levatoio.
Se la scelta fosse la seconda, sapremmo che decreteremmo la fine della funzione della scuola come motore della crescita della nostra societ
à.»

La seconda parte dell’incontro è stata rivolta all’innovazione che le nuove tecnologie digitali stanno portando nel mondo delle professioni e, vista la loro sempre maggiore diffusione e conoscenza presso il grande pubblico, ha trattato in particolare dei droni volanti e delle loro applicazioni. Si è parlato dell’abilitazione ENAC al volo, della costruzione fai da te dei velivoli, del loro impiego dalle riprese video fino alla realtà aumentata essenziale per le nuove frontiere della progettazione integrata degli edifici.
Grazie alla presenza del Dott. Davide Morea di Templedrone, giovane start up omegnese, si è potuto toccare con mano i droni esposti in sala e avvicinarsi a questa importante realtà, che rappresenta una nuova frontiera professionale sia nelle attività di videoripresa e di fotografia, sia nelle applicazioni per i rilievi di termografia e di fotogrammetria, fino alla scansione per la ricostruzione 3d di aree o edifici nella progettazione BIM. A seguire è intervenuto il videomaker ossolano Enrico Pietrobon, che ha parlato della sua esperienza di auto-costruttore di droni e di videomaker e che ha portano alcuni suggestivi esempi del proprio lavoro. Ha terminato la serata il Geom. Marco Caccini, che ha approfondito la progettazione BIM, una nuova modalità di progettazione integrata degli edifici che, grazie anche all’utilizzo di nuove tecnologie come la scansione 3D o appunto i droni, potrà rivoluzionare anche nelle nostre province il modo di pensare e costruire gli immobili.

L’ultimo appuntamento di questo ciclo di incontri lunedì 6 giugno alle ore 17.30 sempre al Forum di Omegna dove si parlerà di internet delle cose.

 

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