Quiz su Facebook? Occhio ai dati che "regalate"

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L'avviso arriva direttamente dalla Polizia di Stato attraverso al pagina "Vita da social"

Chi di noi non ha mai fatto un quiz su Facebook? Ne esistono di ogni tipo, da quelli che rivelano lati nascosti del nostro io fino a quelli che ci rivelano a quale personaggio di Guerre Stellari ci avvicinamo di più, passando per quale animale diventeremmo in caso di reincarnazione. Quello che non sapete, probabilmente, è cosa rischiamo con dei semplici click su questi questionari.Spesso, infatti, senza rendercene conto formiamo ai gestori del test una marea di informazioni, indicazioni preziose che forse faremmo meglio a custodire più gelosamente. Prima di iniziare il quiz vero e proprio, poi, nella maggior parte dei casi la pagina ci chiede di poter accedere ai nostri dati. E noi, senza pensare, alle volte diamo diamo l'ok.a sorpresa si scopre che la lista delle informazioni così fornite è parecchio lunga. Fra queste il nome, la data di nascita, la città natale, dove abbiamo studiato, i "Mi piace" che abbiamo messo, le foto, il browser che usiamo, la lingua, la lista degli amici e l’indirizzo IP.Alcune app, inoltre, hanno una particolare politica della privacy che permette alla società produttrice di continuare a memorizzare utilizzare i nostri dati. Basta un click, insomma, e addio ai nostri segreti. Meglio, quindi, utilizzare filtri più restrittivi, modificando le informazioni fornite alle applicazioni di terze parti connesse a Facebook.Aggiungiamo che anche un semplice quiz su Facebook potrebbe celare un abbonamento a servizi a pagamento. Sono già state molte le segnalazioni di persone che si sono trovate in fattura importi per servizi a pagamento che prevedono canoni di € 5,00 alla settimana oltre al costo dei contenuti. Spesso gli utenti non capiscono di cosa si tratti e di quali servizi avrebbero usufruito. I fruitori pensano di giocare ad un quiz gratuito, come in effetti avviene nella maggior parte dei casi, mentre si ritrovano abbonati ad un servizio in abbonamento, senza capire che cliccare e rispondere alle domande comporti l'adesione ad un contratto. Ancor più difficile è scoprire tale attivazione per i titolari di mere schede dati utilizzate con dispositivi tipo PAD, perché non possono ricevere alcun sms di avvertimento. Per verificare l'esistenza di tali servizi sulla propria scheda occorre chiamare il proprio gestore“

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