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Civati e Catone raccontano chi cammina “lungo i confini e oltre”

La serata è stata organizzata dal comitato Per la pace e la convivenza di Sesto Calende

pippo civati sesto calende

Pippo Civati e Stefano Catone a Sesto Calende per presentare “Camminare, lungo i confini e oltre”, il nuovo libro edito da People. La serata è stata organizzata dal comitato Per la pace e la convivenza di Sesto Calende e introdotta da Barbara Mercalli.

L’ex deputato del PD e fondatore del partito Possibile ha da poco abbandonato la politica attiva per dedicarsi alla sua grande passione, la scrittura, fondando per l’appunto la propria casa editrice, People, la cui sede sede si trova a Gallarate. Come spiegato da Civati nel corso della serata, il “filo rosso” che lega le scelte editoriali di People è quello di «raccontare e indagare il cambiamento nella società tramite pubblicazioni “pop”, ma al tempo stesso assolutamente rigorose dal punto di vista scientifico».

Un esempio calzante può essere il libro “Il Mare Nero dell’indifferenza”, scritto e presentato da “Pippo” insieme alla senatrice a vita Liliana Segre in occasione dello scorso Book Pride e riproposto anche ieri sera in Sala Varalli.

«“Camminare lungo i confini e oltre” è un libro che per me è difficile da definire. Non è un un saggio né un racconto ma un sentiero di montagna – spiega l’autore Stefano Catone cofondatore del progetto editoriale -. Ho sempre scritto di migrazioni in maniera scientifica, spiegando e concentrandomi sulle normative. Con “Camminare”, invece, ho cercato di fare un tentativo diverso. Attraverso la narrativa volevo raccontare le storie legate a luoghi importanti come i confini naturali, in particolare le rotte dei migranti ai tempi del fascismo e altre più vicine a noi, come quelle balcaniche – aggiunge Catone mentre accenna ai racconti riguardo Arnaldo Berni e riguardo l’Ospizio Sottile, storico rifugio presso il Colle di Valdobbia -. Chi ha frequentato i luoghi descritti nel libro sa però che i confini esistono solo sulla carta perché si trovano dove l’uomo ha deciso di porli. In Montagna non si trovano sbarre o barriera ma prati, e, al massimo, cippi. Non esistono definizioni matematiche ma piuttosto luoghi di passaggio dove le culture sono meticce. Oggi esiste una retorica che porta a far credere che i confini siano luoghi di reclusioni perché forse è così che alcune persone vorrebbero che fossero».

«Ancora oggi ci troviamo davanti a tanti muri – ha aggiunto Civati che presentando le pubblicazioni di People, ha inoltre aperto con la sua pungente ironia alcune digressioni a proposito della propria esperienza politica che hanno generato un lungo dibattito con i presenti in sala Varalli -. I libri miei e di Stefano (Catone, ndr) sono in stretto collegamento e seguono un filo che corre lungo questi confini. La definizione di confine è qualcosa di concettuale; il mondo è molto più complesso di chi lo racconta e lo taglia con l’accetta – continua Civati -. Tra le storie di cui abbiamo scritto, quella di Liliana Segre è una storia potentissima. I fascisti impedirono a una bambina milanese di otto anni, per la solo colpa di essere nata in una famiglia ebrea di andare a scuola con le sue compagne. Fu segnato così un confine tracciato da una legge che Liliana stesse definisce non razziale ma razzista che colpì indistintamente i bambini e gli insegnanti espulsi dalle scuole, ed bene ricordare che quella fu una legge “italianissima”».

Nella lunga serata, terminata col il classico firma copie di rito, Catone e Civati sono più volte ritornati sulla questione generazionale, con i giovani che avranno le responsabilità di cogliere far vivere un messaggio in realtà molto più vicino di quanto possa sembrare : «Nominare Liliana Segre senatrice a vita è stato un momento di rottura positiva da parte del Presidente Mattarella – afferma Civati-. A lei che le porte della scuola si chiusero ad otto anni, adesso che ne ha quasi novanta le si aprono quelle del Senato. Questa è la vera politica, è la memoria di questa Repubblica che ha anche visto un percorso di speranza e riscatto e che viene così tramandato ai giovani. Nella sua vita Liliana ha incontrato circa 300mila ragazzi per raccontare l’indifferenza; perché se il violento è uno su tanti, bisogna guardare anche agli altri, a noi, a chi non reagisce di fronte a un’ingiustizia».

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Pubblicato il 21 Novembre 2019
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