Frontalieri in coda a Ponte Tresa. Il sindaco: “Riaprite Fornasette e Porto Ceresio”
La riapertura delle aziende e la chiusura dei valichi minori hanno fatto convergere sulla dogana di Ponte Tresa centinaia di auto

Lunghissime code di auto si sono formate questa mattina al valico di Lavena Ponte Tresa, dopo che diverse attività hanno ripreso l’attività in Canton Ticino richiamando oltreconfine i lavoratori frontalieri.
La riapertura delle aziende e la chiusura dei valichi minori hanno fatto convergere sulla dogana di Ponte Tresa centinaia di auto.
«Questa mattina – dice il sindaco Massimo Mastromarino – a seguito della annunciata ripresa di molte attività in Ticino, gli incolonnamenti lungo gli assi viari per chi proviene dal Luinese e dalla Valceresio sono insostenibili».
La chiusura dei valichi minori in seguito ai provvedimenti per contrastare l’epidemia di coronavirus così non è sostenibile, per il territorio e per gli stessi frontalieri: «Per rispetto dei nostri frontalieri – dice Matromarino, che è anche presidnte dell’Associazione comuni di frontiera – ho subito chiesto ai nostri rappresentanti politici e ai referenti ticinesi la riapertura almeno dei valichi di Luino Fornasette e Porto Ceresio».
Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.